Il tanto auspicato ritorno al dialogo sembra ormai una chimera.
Con l'iter di approvazione della riforma che procede a passo svelto, sale ancora la tensione tra governo e magistratura. In queste ore sul guardasigilli Nordio piovono strali dal Consiglio superiore della magistratura e dal sindacato delle toghe, i due organi più rappresentativi della categoria.
L'Anm ha pubblicato un documento del 1994 che fu inviato via fax alla sede romana dell'Associazione, in cui Nordio sottoscriveva di essere "contrario alla divisione delle carriere dei magistrati con funzioni requirenti e con funzioni giudicanti".
Il primo punto del documento, firmato da 1.500 toghe, sottolineava che "nella storia dell'Italia repubblicana l'indipendenza del pm rispetto all'esecutivo e l'unicità della magistratura ha rappresentato in concreto una garanzia per l'affermazione della legalità e la tutela del principi di eguaglianza dinanzi alla legge".
E adesso il sindacato ribadisce che si tratta delle "stesse argomentazioni che porta avanti oggi l'Anm e che Nordio respinge, dopo averle condivise e sottoscritte nella veste di magistrato".












