In vista del referendum sulla giustizia in calendario a marzo, proseguono, ormai quotidianamente, le frizioni tra il Guardasigilli, Carlo Nordio, e il Csm e le opposizioni. In alcune interviste rilasciate oggi il ministro della Giustizia ha sottolineato come il sorteggio, che la riforma prevede, avrebbe, tra i suoi meriti, quello di rompere «questo meccanismo “para-mafioso”, questo verminaio correntizio». Parole che hanno subito scatenato una levata di scudi, e la replica, nel pomeriggio, dello stesso ministro.

Anm: le parole di Nordio offendono vittime di mafia

Ad attaccare è l’Associazione nazionale magistrati (Anm). «Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha deciso di avvelenare i pozzi accusando i magistrati di usare metodi paramafiosi, paragonando l’elezione dei componenti del Consiglio superiore della magistratura ai comportamenti della criminalità organizzata. Le sue parole offendono la memoria di chi ha perso la vita per lottare contro la mafia nel corso della storia d’Italia e mortificano il lavoro di chi, sul territorio, ogni giorno, mette a rischio la propria incolumità personale per contrastare la criminalità», ha scritto l’Anm in una nota della Giunta esecutiva centrale.