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Ultimo aggiornamento: 17:20
di Simone Millimaggi
Nella quiete notturna di Campo Ascolano, a Pomezia, il boato di un ordigno artigianale non ha distrutto solo la carrozzeria di un’automobile. Ha lacerato il perimetro simbolico che dovrebbe proteggere la democrazia. Il bersaglio, come spesso accade quando si intende inviare un messaggio inequivocabile, è stato un giornalista: Sigfrido Ranucci, volto e mente del programma d’inchiesta Report.
L’esplosione, oltre a devastare la sua vettura e quella della figlia, strappando di forza anche il cancello d’ingresso, ha innescato un allarme che travalica l’episodio criminale per configurarsi come un sintomo di una patologia politica e sociale più profonda.















