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Ultimo aggiornamento: 18:18

di Paolo Ghion

L’attentato a Sigfrido Ranucci interrompe per qualche giorno questo stanco j’accuse politico che si ripete a parti inverse senza soluzione di continuità e che lascia il fronte scoperto ad un sottobosco di dichiarazioni di condanna e vicinanza, alcune percettibilmente più sincere di altre. Nell’attesa e nella speranza che vengano trovati i colpevoli, vorrei tanto credere che questa tragedia scampata, possa interrompere le chiacchiere sull’odio per osmosi della politica, ma sono certo che non avverrà. Possiamo confidare in non più che una tregua e non c’è limite alle speculative campagne elettorali, nelle quali ci si è tuffati persino nell’etimologia del genocidio.

A prescindere dai colpevoli, è interessante che si parli di querele: lungi da me fare connessioni e considerata la lunga lista che lo stesso Ranucci ha menzionato, sarebbe irresponsabile fare asserzioni in tal senso.