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Ultimo aggiornamento: 18:11

Se c’è una cosa che i cittadini di ogni nazione hanno capito fin troppo bene è che la politica è “sangue e merda”, come ebbe ad affermare un noto esponente socialista della Prima Repubblica. Quelli più avvezzi alle letture umanistiche potevano averlo intuito dalla lettura del cinico Machiavelli, del duro Hobbes o, nei casi più estremi, di pensatori che smontavano le costruzioni della morale umanitaria come Nietzsche e Schmitt.

Ma tutti, davvero tutti, letterati e non, specie in seguito all’evaporare delle grandi ideologie con chiese annesse, abbiamo imparato a diffidare di coloro che in politica si armano di una visione moralistica. Non solo perché tale visione sappiamo essere irrealistica e incoerente con la natura umana – per definizione incline alla difesa del proprio interesse, spesso e volentieri accompagnata da una prevaricazione verso tutto ciò che è più debole – ma perché molte volte nella Storia proprio coloro che sono stati mossi da visioni politiche moralistiche (per affermare Dio, il Partito, l’Idea, l’Uguaglianza, l’Onestà, la Pace, la Giustizia), hanno finito col produrre disastri, totalitarismi o risultati sanguinari.