Panico e terrore nelle file dei pacifisti italioti: è scoppiata la pace. Ma come, proprio adesso? Era così politicamente comodo gridare contro la guerra, strillare contro Netanya hu, avvolgersi nelle bandiere palestinesi, sguazzare in un dolore da strumentalizzare e da scagliare contro il governo e “le destre”. E poi che soddisfazione quelle denunce contro l’esecutivo italiano nientemeno che per “concorso in genocidio”!

E adesso invece? Come si fa? Restano da finire di pagare le barche (chi provvede? Ah saperlo...), da sconvocare le piazze, da convertire le mobilitazioni contro qualcos’altro. Quest’ultimo tutto sommato non è un gran problema: tra sette-dieci giorni arriva la legge di bilancio e qualcosa ci si inventerà. Oddio, anche lì: se poi le perfide destre tagliano le tasse, rifinanziano la sanità, aiutano la maternità, sarà dura trovare il pretesto perla chiassata. Ma il compagno Landini, con tanti annidi esperienza di piazzate a vanvera e senza senso, saprà guidare le truppe. Mica come durante i governi tecnici: allora zitti e mosca, neanche un balbettio, nemmeno una piazzetta.

CAPEZZONE E LA PACE, "RESTA DA CONVINCERE IACCHETTI. CHI ROSICA DI PIÙ A REPUBBLICA"

Dopo un paio di giorni di assenza torna la voce e torna Occhio al caffè, la rassegna stampa politicamente scorret...