Le sfilate di Milano/4Convince la classicità scabra e poetica di Institution, la dark romance di Blumarinedi Angelo Flaccavento27 settembre 20253' di lettura3' di letturaLa schiettezza – fare quel che si fa, essere quel che si è – interessa poco oggi che è la mistificazione dello storytelling a imperversare. Troppo oggettiva, troppo oggettuale, per nulla narrativa. Eppure anche i modi di fare o gli abiti come nudi oggetti raccontano storie - sottili, e per questo durature e penetranti.Tod’s, la collezione per la PE26 Photogallery21 fotoDa Tod’s, Matteo Tamburini continua a dimostrare quanta forza ci sia nei gesti stilistici gentili, quando questi sono sicuri e schietti. Tod’s sta per maestria nell’uso della pelle e per un senso alto di italianità, e sono esattamente questi i temi che Tamburini, talento innegabile, esplora, schivando sicuro i cliché come le enfasi pompose. È italiano il senso di una eleganza spontanea e diretta, nella quale la fisicità del corpo si avverte sempre in tralice, e ci si veste con innata consapevolezza, mentre è autenticamente Tod’s il virtuosismo delle righe riprodotte ad intarsio su camicie e abiti pareo di pelle e il camoscio stropicciato, il gusto della materia preziosa liberata da qualsivoglia senso di pesantezza.È infine totalmente Tamburini il gusto per le forme pure, di una semplicità apparente ma invero assai complessa. Ispirata alle foto sull’estate italiana di Claude Nori, la collezione cattura la malinconia lieve della fine delle vacanze, quando ancora la libertà dell’otium tinge di spensieratezza il negotium, finchè il logorio della vita moderna riprende il sopravvento.Galib Gassanoff, in arte Institution, è schietto rispetto alle proprie origini – è cresciuto in Georgia in una comunità azera – e questo si traduce in un uso contemporaneo di tecniche dell’artigianato locale a rischio di oblio, così come in una rilettura di forme vestimentarie autoctone. Sorprende, in questo autore giovane e sicuro, il modo deciso e personalissimo in cui lascia che avvenga questa traslazione culturale, sintetizzata in silhouette drammatiche ma asciutte, in una palette sobria e severa, sicché i pericoli dell’etnico in chiave fashion sono schivati. Questa è la quarta collezione e la seconda sfilata per Institution: la silhouette ha una classicità ieratica da New Look, ma è scabra, di una poesia dura che affascina.Roberto Cavalli, la collezione per la PE 26Photogallery20 fotoDa Sportmax, la linea di ricerca del gruppo Max Mara, l’intento è sempre quello di proporre moda dal forte contenuto sperimentale, senza per questo venir meno ad un senso di concretezza, portando insomma lo stilismo di punta al pubblico vero. Da qualche stagione qui si continua a sottrarre, asciugare, purificare. La nuova collezione è un equilibrio dinamico di forme asciutte, verticali e torsioni dinamiche che fanno muovere gli abiti all’unisono con il corpo, in una maniera che seduce.
L’eleganza gentile di Tod’s, l’equilibrio di Sportmax, cascata d’oro da Roberto Cavalli
Convince la classicità scabra e poetica di Institution, la dark romance di Blumarine













