Il Cersaie di Bologna rappresenta un’occasione straordinaria per avvicinare i giovani al mestiere di posatore ceramico e rendere attrattiva una professione penalizzata da pregiudizi anche culturali, sia nella scuola sia nelle famiglie. Colpa di un’immagine non sempre limpida delle filiere che ruotano attorno all’edilizia e di una certa ritrosia dei giovani a dedicarsi ad attività percepite come manuali, mentre sarebbe più corretto accostarle al lavoro artigianale, quindi all’idea del “bello e ben fatto”. Lo dice Luca Berardo, presidente di Assoposa (associazione nazionale posatori e rivendite di ceramiche).

Da qualche mese, Berardo è stato eletto alla presidenza dell’Euf, l’organismo che rappresenta le associazioni nazionali dei posatori e distributori ceramici in Europa. E nel discorso di insediamento, davanti a 40 delegati dell’Euf provenienti da 12 Paesi europei, Berardo ha rimarcato la grande attenzione che verrà riservata, nei tre anni del suo mandato, alle nuove generazioni, attraverso campagne di sensibilizzazione, attività formative e progetti nazionali che rendano la professione del posatore sempre più attrattiva e qualificata. Un settore che in Italia impiega circa 10-12mila lavoratori. Al Cersaie, il mondo della posa sarà ospitato nel padiglione 19, interamente riqualificato e con il 35% di spazio espositivo in più rispetto all’edizione precedente. Fiore all’occhiello del padiglione è la Città della posa, dove sarà presente lo stand di Formedil, l’ente che rappresenta le scuole edili d’Italia e partner di Assoposa per le attività di formazione. Spiega Berardo: «Il settore delle costruzioni registra un calo delle vocazioni, dovuto a tante ragioni ma principalmente all’immagine che scontiamo sul mercato: è un settore percepito come non sicuro, dove permane una vasta area sommersa. Quindi, abbiamo bisogno di un riposizionamento d’immagine di tutta la filiera e poi di una capacità attrattiva verso i giovani talenti. C’è la necessità di formare continuamente chi è già nel mestiere e soprattutto di avere un programma chiaro di formazione per chi voglia entrare. Il ruolo della scuola sarà importante, ma anche le famiglie hanno una grande responsabilità: aprire gli occhi ai ragazzi».