Bologna, 19 set. (askanews) – Bologna si prepara ad accogliere il mondo della ceramica e dell’arredobagno. Alla vigilia dell’apertura, lunedì 22 settembre, Cersaie conferma il suo ruolo di punto di riferimento globale del settore con numeri in crescita e novità che guardano all’eccellenza italiana. 620 espositori da 29 paesi su 155mila metri quadrati: la fiera si reinventa ancora una volta.

“Cersaie rappresenta la manifestazione più importante per l’industria ceramica e internazionale – spiega Filippo Manuzzi, presidente Commissione Attività Promozionali e Fiere di Confindustria Ceramica -. Edicer, come organizzatrice della fiera, e Confindustria Ceramica, come associazione dei produttori italiani di ceramica, supportano il Cersaie e investe nel Cersaie tutto l’anno per mantenere e incrementare questa centralità e internazionalità della fiera”.

Un settore che vale 7 miliardi e mezzo di euro di fatturato, con 40mila occupati e un export che contribuisce per 5 miliardi al saldo commerciale italiano. Ma Cersaie non è solo business: è innovazione continua. Come spiega il responsabile organizzativo, Angelo Dall’Aglio. “Quest’anno siamo molto contenti perché aumentiamo sia il numero espositori che lo spazio espositivo, circa 10mila metri quadri in più rispetto l’anno scorso. Inauguriamo le danze con un nuovo ingresso della fiera, i Portici del Cersaie che sono stati pensati, progettati e realizzati da Dario Curatolo che vanno in continuità con il cuore pensante del Cersaie che è il The Square”. “Portici perché in realtà è proprio una via, che porta verso la piazza, un omaggio alle vie porticate di Bologna – spiega l’architetto Dario Curatolo -. All’interno di questo percorso troveremo la materia lavorata dalla materia originale fino alle declinazioni che la materia ceramica può avere”.