Il percorso verso la sostenibilità è una sfida che attraversa tutti i comparti industriali, ma non con lo stesso passo. Alcuni settori, come quello ceramico, rientrano nella categoria degli “hard to abate”: comparti produttivi in cui la riduzione delle emissioni di CO2 incontra ostacoli strutturali e tecnologici. La nuova edizione di Cersaie, in programma a Bologna dal 22 al 26 settembre, dedicherà ampio spazio a questo tema, con un confronto che intreccia innovazione, politiche europee e necessità di mercato.
Gas metano e alternative mancanti
Il cuore del problema è energetico. L’industria ceramica, che in Italia ha il suo principale distretto in Emilia Romagna, dipende ancora in larga misura dal gas metano. A differenza di altri comparti, infatti, l’elettrificazione dei processi produttivi non è oggi percorribile: le temperature necessarie alla produzione di piastrelle e sanitari di qualità non possono essere raggiunte con tecnologie elettriche sostenibili su scala industriale.
Foto a cura di Fabrizio Annibali
«Oggi, per noi, non esiste un’alternativa concreta al metano, né dal punto di vista tecnico né da quello economico», spiega Franco Manfredini, presidente della commissione energia di Confindustria Ceramiche. «L’idrogeno non è utilizzabile nelle quantità di cui abbiamo bisogno, mentre le soluzioni di miscelazione con il gas restano percentuali talmente basse da non incidere realmente. Per questo non riteniamo corretto fissare scadenze irrealistiche, ma sosteniamo il principio di “neutralità tecnologica”: essere pronti ad accogliere le scoperte che arriveranno, senza precludere strade che oggi non possiamo ancora prevedere».






