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Nei primi mesi del 2025 oltre 523 atti violenti, 96 morti e 329 feriti: l’uccisione di Charlie Kirk si inserisce in un’escalation che colpisce politici, attivisti e comunità negli Usa. E cresce l'onda contro esponenti del Gop

La società e la politica Usa sono da sempre legati alla violenza. Sono un Paese nato dalla rivoluzione contro l'impero britannico, ma soprattutto un Paese che ha cementato la sua storia intorno alla violenza. Quella del West, strappato ai nativi e alla natura selvaggia nel sangue e quella più politica che punteggia la sua storia, dalla guerra di secessione fino alle rivolte razziali e attivisti uccisi o aggrediti nel corso del Novecento. La morte di Charlie Kirk, però, si inserisce al culmine di una stagione ancora più complicata, in particolare nell'ultimo anno, con due tentativi di assassinio contro Donald Trump, l'attentato incendiario contro il governatore dem della Pennsylvania Josh Shapiro e la morte di una deputata dem del Minnesota.