NEW YORK L'uccisione dell'attivista repubblicano Charlie Kirk, avvenuta il 10 settembre durante un evento pubblico nello Utah, ha segnato la vigilia dell'anniversario dell'11 settembre. Ventiquattro anni dopo gli attacchi alle Torri Gemelle, che all'epoca riuscirono a unire il Paese al di là delle appartenenze politiche, gli Stati Uniti appaiono profondamente cambiati: più divisi, polarizzati e attraversati da episodi di violenza politica. Ieri Donald Trump ha annunciato che Kirk riceverà postumo la Medaglia presidenziale della libertà. «La cerimonia sarà molto partecipata, vedrete. Era un gigante», ha dichiarato il presidente che il giorno dell'assassinio aveva chiesto di mettere le bandiere a mezz'asta, scelta che, ricordano diversi analisti, non era stata fatta per l'attentato alla parlamentare democratica del Minnesota Melissa Hortman, uccisa a giugno insieme al marito e al cane. Trump ha anche detto che si attende una risposta non violenta: «Charlie ha fatto una campagna per la non violenza. È così che vorrei che la gente rispondesse», ha continuato ricordando che andrà ai funerali.
Ieri l'Fbi ha diffuso due immagini del presunto attentatore, un ragazzo giovane, magro, che indossa una maglietta nera con al centro quelle che sembrano una bandiera americana e un'aquila. Indossa un paio di occhiali da sole scuri e un cappellino. La polizia federale ha fatto sapere che darà 100.000 dollari alle persone che forniranno informazioni sul presunto assassino. E nella notte la Cbs ha riferito che la polizia avrebbe identificato il nome del presunto killer, ma nessun mandato di arresto sarebbe ancora stato spiccato. Robert Bohls, l'agente dell'Fbi che sta coordinando le indagini, ha detto che la polizia ha trovato un'arma che crede possa essere quella usata dal killer: un fucile di precisione del marchio tedesco Mauser che il killer avrebbe smontato per portarlo all'interno dell'università. Sempre ieri sono circolati dei report (non confermati ufficialmente) in cui si sosteneva che i proiettili trovati nell'arma avessero incisioni con frasi «a sostegno dell'ideologia transgender e anti-fascista». Ci sono anche i dettagli degli spostamenti: il giovane sarebbe arrivato nel campus 20 minuti prima dell'attentato. Ci sono immagini del suo ingresso, di lui che sale le scale e arriva sul tetto e anche della sua fuga in un bosco adiacente al campus verso il quartiere vicino. L'Fbi ha anche detto che sta analizzando diverse impronte digitali lasciate nel campus e sul tetto da cui ha sparato a una distanza di circa 200 metri dal luogo in cui Kirk stava parlando. Emergono altre due questioni: da una parte la difficoltà del colpo, che fa pensare a un tiratore addestrato. Dall'altra l'assenza di misure di sicurezza all'interno del Campus: diversi testimoni hanno detto di essere entrati nel prato in cui si svolgeva il dibattito senza dover passare dai controlli. Intanto il dibattito sui forum Maga è sempre più violento, con accuse contro i democratici, definiti assassini.










