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11 SETTEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 18:23

Una caccia all’uomo ancora senza esito, due sospettati fermati e rilasciati, i proiettili “firmati”. L’omicidio di Charlie Kirk non ha ancora un volto anche se gli investigatori ritengono di aver tracciato i movimenti dell’assassino all’interno del campus universitario dello Utah, dove il leader dei giovani Maga è stato ammazzato mentre teneva una conferenza: un colpo sparato da un cecchino, dall’alto di un palazzo poco lontano, lo ha ucciso colpendolo al collo. Ritrovata anche la presunta arma del delitto: un fucile a otturatore ad alta potenza, in una zona boschiva vicina all’università. E, secondo quanto riferisce il Wall Street Journal, le munizioni sarebbero state incise con espressioni di ideologia transgender e antifascista.

In mano, gli investigatori avrebbero anche alcuni altri possibili indizi al vaglio: “L’impronta di una scarpa e l’impronta del palmo di una mano” che potrebbero appartenere all’assassino. Le foto dell’uomo sospettato di essere il killer di Kirk sono state diffuse dall’Fbi: l’uomo è apparentemente alto, indossa un cappellino e degli occhiali, un paio di jeans e una maglia a maniche lunghe nera con una bandiera americana e un’aquila. “Stiamo esaminando attentamente le segnalazioni, stamattina ne abbiamo ricevute più di 130”, è stato spiegato. Intanto il presidente Usa Donald Trump ha puntato il dito contro la retorica della “sinistra radicale” addossandogli la responsabilità della morte dell’attivista di destra. Il tycoon ha dichiarato di essere “pieno di dolore e rabbia” per l’assassinio nel campus universitario. “Charlie ha ispirato milioni di persone e tutti coloro che lo conoscevano e lo amavano sono uniti nello shock e nell’orrore. Questo è un momento buio per l’America”, ha detto in un video girato nello Studio Ovale, annunciando bandiere a mezz’asta per l’omicidio del leader dei giovani Maga.