NEW YORK – Il killer di Charlie Kirk sarebbe stato individuato, ma non ancora arrestato. Per tutto il giorno gli investigatori hanno fatto circolare notizie che lo riguardavano, incluse due immagini di lui con cappellino da baseball, occhiali scuri, felpa nera con stampate una bandiera a stelle e strisce, l’aquila e la scritta “Land of the free, home of the brave”, terra dei liberi e patria dei coraggiosi, la frase che chiude l’inno americano. Sono state estrapolate dalle immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza della Utah Valley University, dove mercoledì è stato colpito Kirk, 31 anni, attivista star del movimento giovanile Maga. Kirk, sposato, e padre di due figli, è morto in ospedale.
Per tutto il giorno c’è stato qualcosa di stranamente familiare in questa diffusione virale di immagini. Come per il caso del ceo della sanità ucciso a New York l’anno scorso — le foto del killer, Luigi Mangione, scatenarono fan sui social — l’immagine misteriosa dell’assassino di Kirk ha attraversato schermi e feed, alimentando messaggi contrastanti, di odio e di incoraggiamento, mentre il dolore della famiglia della vittima è rimasto sullo sfondo. Gli investigatori hanno cercato fin da subito una conclusione rapida, per dare nome, volto e movente a un delitto che Donald Trump ha attribuito alla retorica della sinistra radicale. Intanto la sicurezza intorno al presidente degli Stati Uniti è stata rafforzata in attesa della sua partecipazione a New York alla partita degli Yankees e, come ha rivelato il Wall Street Journal la cerimonia tenutasi ieri per commemorare gli attacchi dell’11 settembre è stata spostata in un luogo più sicuro.










