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L’omicidio dell'attivista conservatore si aggiunge a una serie di violenze che attraversano la storia Usa. Un Paese nato dalla rivoluzione oggi rischia di precipitare in una spirale di odio e omicidi politici
La morte di Charlie Kirk apre uno squarcio profondo nell'anima della democrazia americana. E lo fa non solo perché colpisce una delle voci più forti della nuova destra, ma perché lo fa in un contesto in cui si manifestava l'elemento più puro dell'essenza della democrazia americana (da cui, piaccia e non piaccia, sono discese le altre): l'atto di manifestazione della propria libertà di parola.
Il fatto è grave soprattutto perché dimostra come il livello di polarizzazione e lo scontro violento abbiano raggiunto una soglia critica preoccupante. L'elenco di quello che è successo negli ultimi anni è preoccupante e l'ha messo in fila molto bene il giornalista Ezra Klein:






