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Quello che emerge dal delitto Kirk al di là di come la pensava l'assassino, la sua famiglia o tutte le congetture che si sono fatte in questi giorni, è che gli Stati Uniti sono divisi da una guerra civile strisciante
L' altro ieri il dipartimento di sicurezza nazionale spagnolo ha lanciato un allarme sull'aumento delle spedizioni di artefatti esplosivi o incendiari nei pacchi postali trasportati via aerea. Un fenomeno che va messo in relazione alla guerra ibrida e all'appoggio dato dalla Spagna all'Ucraina nel conflitto con la Russia. La notizia non ha avuto grande eco sui giornali ma dimostra quanto la situazione internazionale sia a dir poco tesissima. In questo scenario in cui il codice rosso è stato superato da un pezzo è avvenuto l'assassinio dell'attivista di destra Kirk negli Stati Uniti. Diciamolo subito: l'omicidio di Kirk va condannato senza dubbi, esitazioni o commenti. La stessa reazione bisognerebbe avere anche di fronte all'assassinio di un esponente di sinistra. Uccidere una persona solo perché la pensa diversamente (e io non condivido nulla delle idee di Kirk) è innanzitutto un delitto contro la democrazia e la libertà. Si tratta di un principio che non prevede subordinate: per cui non sono ammesse discussioni di sorta, né se, né ma. Gli avversari politici vengono uccisi solo in regimi dittatoriali fascisti o comunisti, ognuno decida il colore, in Paesi come la Russia (vedi Navalny, foto), la Cina o la Corea del Nord (dove scompaiono come se fossero biodegradabili), la Birmania o il Venezuela (dove vengono dimenticati fino alla morte nelle carceri).







