Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
Gli account Maga parlano apertamente di conflitto: "Kirk è la prima vittima". E il New York Times: "Divisioni profonde"
Quando lo scorso anno nelle sale cinematografiche uscì il film di Alex Garland Civil War in cui si raccontava una guerra civile ai nostri giorni negli Stati Uniti, molti spettatori pensarono a un implausibile futuro distopico ma, poco più di un anno dopo, c'è chi inizia a rivalutare l'ipotesi di uno scenario di questo genere. L'assassinio di Charlie Kirk segna infatti uno spartiacque nella storia politica americana recente forse ancora di più dell'attentato a Donald Trump. Sia perché Kirk è stato ucciso sia perché, pur essendo un noto personaggio pubblico, non era un politico ma un attivista e, se si arriva al punto di rendere un bersaglio chiunque esprima idee conservatrici significa che il livello dello scontro ha fatto un pericoloso salto di qualità. La polarizzazione della società americana negli ultimi anni non è un mistero, ma l'attentato a Kirk potrebbe rappresentare il passaggio dalla "culture war" alla "civil war".







