La Francia e il suo presidente, Emmanuel Macron, tornano a fare i conti con l’instabilità politica. François Bayrou, 73 anni, leader centrista del MoDem e nominato primo ministro appena nove mesi fa, ha rassegnato le dimissioni martedì 9 settembre, al termine di un colloquio di un’ora e mezza con il presidente Emmanuel Macron all’Eliseo. La caduta del governo Bayrou segna il quarto esecutivo costretto a lasciare dall’inizio del secondo mandato di Macron nel 2022.L’attuale crisi è conseguenza delle elezioni legislative anticipate indette da Macron dopo la sconfitta alle europee del giugno 2024. Il voto ha visto prevalere la coalizione di sinistra Nuovo Fronte Popolare, mentre la formazione presidenziale Ensemble ha ottenuto un risultato insufficiente per garantire una maggioranza stabile; anche il Rassemblement National, guidato da Marine Le Pen e Jordan Bardella, ha registrato un risultato storico, senza però conquistare la maggioranza. Macron dovrà ora trovare un quinto premier in meno di tre anni, dato che ha escluso categoricamente sia le proprie dimissioni che elezioni anticipate.Perché è caduto il governoI nove mesi di mandato di Bayrou si sono rivelati un calvario politico segnato da continue difficoltà nel trovare una maggioranza parlamentare stabile. Il veterano centrista aveva ereditato dal predecessore Michel Barnier una situazione già critica, guidando sin dall'inizio un esecutivo di minoranza con appena 210 deputati su 574 seggi totali dell'Assemblée Nationale (il parlamento francese). Durante il suo mandato era riuscito faticosamente a far approvare solo in ritardo la legge di bilancio del 2025, modificando parzialmente il progetto di Barnier e ottenendo qualche concessione dai socialisti che si erano astenuti in alcune votazioni cruciali.Tuttavia, la sua strategia di costruire un governo di unità nazionale si era scontrata con l'opposizione sistematica dell'estrema sinistra di Jean-Luc Mélenchon, leader di 74 anni del partito La France insoumise, e dell'estrema destra di Marine Le Pen, che pur da posizioni politiche opposte erano unite nel voler far cadere qualsiasi esecutivo espressione del centro macroniano.La crisi finale è scoppiata lunedì 8 settembre quando Bayrou ha deciso di chiedere la fiducia dell'Assemblée Nationale su una manovra di bilancio da 44 miliardi di euro di tagli. Il piano prevedeva misure drastiche considerate inaccettabili dalle opposizioni: la cancellazione di due giorni festivi per aumentare le ore lavorate, il congelamento della spesa sociale e la conferma della controversa riforma delle pensioni approvata dal precedente governo.Bayrou aveva scelto di esporsi a questo rischio politico rivendicando che il pericolo maggiore era "non prendere alcun rischio, fare politica come sempre" di fronte alla drammatica situazione del debito francese. Nel suo discorso prima del voto aveva usato toni apocalittici per descrivere la situazione economica, avvertendo che la Francia era "in pericolo di vita" e che il peso del debito era diventato "insopportabile" e rappresentava una minaccia "mortale" per la nazione.Cosa succede adesso?Lo tsunami di voti contrari ha travolto Bayrou con 364 no contro 194 sì, una maggioranza schiacciante che comprendeva tutti i partiti di opposizione uniti in un fronte che andava dall'estrema sinistra all'estrema destra. Sono mancati all'appello anche quasi 20 voti dello "zoccolo comune", i componenti della stessa coalizione di maggioranza, a dimostrazione che nemmeno i partiti che formalmente sostenevano l'esecutivo non erano convinti delle sue politiche.Il presidente Emmanuel Macron ha categoricamente escluso sia le dimissioni che la convocazione di elezioni anticipate, lasciandosi come unica opzione quella di trovare un quinto primo ministro che sarà nominato nei prossimi giorni, dopo che si saranno svolte le tradizionali consultazioni con tutti i partiti politici. Secondo le indiscrezioni che circolano negli ambienti dell'Eliseo, i nomi più gettonati sono quelli di Sébastien Lecornu, ministro della Difesa di 38 anni e fedelissimo di Macron, e dei ministri della Giustizia e delle Finanze.Intanto le tensioni politiche si intrecciano con quelle sociali: mercoledì 10 settembre il movimento "Blocchiamo tutto", nato sui social come protesta spontanea ispirata ai gilet gialli, organizzerà manifestazioni per "paralizzare" il paese attraverso scioperi, boicottaggi dei supermercati, prelievi bancari di massa e azioni di disobbedienza civile. Il movimento ha raccolto il sostegno della sinistra radicale e dei sindacati Cgt e Force Ouvrière, spingendo il ministro dell'Interno Gérald Retailleau a mobilitare 80mila agenti per prevenire disordini. Anche la situazione economica del paese è precaria: venerdì l'agenzia di rating Fitch potrebbe tagliare il rating della Francia, aggravando una crisi già segnata da un debito pubblico che ha superato il 110% del Pil.Quanti governi sono passati sotto i ponti della SennaLa sequenza del domino parigino inizia con Élisabeth Borne, prima donna premier del secondo mandato di Macron, nominata nel maggio 2022 e dimessasi nel gennaio 2024 dopo aver perso il sostegno parlamentare sulla riforma delle pensioni. La Borne, figura tecnica di 63 anni e figura di spicco dell'ala sinistra del macronismo, aveva tentato di portare avanti un programma di riforme sociali ed economiche ma si era scontrata con l'opposizione delle forze di sinistra e di destra che insieme controllavano la maggioranza dell'Assemblée Nationale dopo le elezioni legislative del giugno 2022. Il suo governo è durato un anno e otto mesi, un record di longevità per gli standard del secondo mandato di Macron.Gabriel Attal prende il testimone nel gennaio 2024, diventando a 35 anni il più giovane primo ministro della storia francese. Ex portavoce del governo e fedelissimo di Macron appartenente al partito Renaissance, Attal aveva il compito di rilanciare l'azione dell'esecutivo in vista delle elezioni europee del giugno 2024. Il suo governo tuttavia dura appena otto mesi, cadendo nel settembre 2024 dopo la sconfitta alle europee che aveva spinto Macron a sciogliere anticipatamente il parlamento. Le elezioni legislative anticipate avevano infatti prodotto un'Assemblée Nationale ancora più frammentata, con l'emergere del Nouveau Front populaire a sinistra e il rafforzamento del Rassemblement National di Marine Le Pen a destra, rendendo impossibile la formazione di una maggioranza stabile per il centro macroniano.Il breve interregno di Michel Barnier, storico esponente dei Républicains e già negoziatore europeo per la Brexit, dura appena tre mesi tra settembre e dicembre 2024. Barnier, politico di 74 anni e figura di spicco del centrodestra europeo con un passato da commissario europeo, aveva accettato l'incarico con l'obiettivo di costruire una maggioranza di centrodestra che includesse i Républicains e i macroniani. Il suo governo tuttavia è caduto rapidamente per l'opposizione congiunta della sinistra e dell'estrema destra, unite nel rifiuto della sua manovra di bilancio considerata troppo austera. La caduta di Bayrou martedì 9 settembre segna il fallimento anche dell'ultimo tentativo di Macron di trovare una formula di governo che potesse durare oltre i pochi mesi.