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Lunedì sera il presidente francese Emmanuel Macron ha escluso di convocare elezioni anticipate e ha detto che nei prossimi giorni nominerà un nuovo primo ministro o una nuova prima ministra che prenderà il posto di François Bayrou, che lunedì è stato sfiduciato dall’Assemblea Nazionale per via di un mancato accordo sulla contestata legge di bilancio per il 2026, e che martedì si è dimesso. Non sarà facile. Bayrou è il terzo primo ministro a doversi dimettere in poco più di un anno e ancora una volta Macron dovrà trovare una persona che metta d’accordo almeno metà dei deputati, in un parlamento molto frammentato e in cui i partiti hanno sempre meno voglia di collaborare tra loro.
Al momento un candidato così non sembra esserci. Le ultime due volte – nel settembre e nel dicembre del 2024 – erano stati formati governi di minoranza guidati da due politici del blocco di centrodestra che sostiene il presidente: Michel Barnier (dei Repubblicani, di destra) e François Bayrou (del partito centrista MoDem). Entrambi erano rimasti in carica accordandosi rispettivamente con il partito di estrema destra del Rassemblement National e con il Partito Socialista, che in cambio di alcune concessioni politiche avevano evitato, almeno per qualche mese, di votare a favore della loro sfiducia.












