La prima campanella in Piemonte suona «con il 98% di docenti di ruolo in cattedra». Sui posti di sostegno, ammette lo stesso direttore scolastico regionale Stefano Suraniti, «lo stato di fatto è profondamente diverso. Non ci sono sufficienti insegnanti specializzati in graduatoria per un’adeguata copertura, in particolare nell’infanzia c’è un docente specializzato su tre. Questo vuol dire che la precarietà dei docenti non dipende da scelte dell’amministrazione. I nuovi corsi Indire possono incidere positivamente mentre non è sufficiente l’aumento dei posti per la specializzazione nelle università piemontesi».
Direttore Suraniti, oggi inizia l’anno scolastico e debutta il divieto di smartphone nelle scuole superiori. Cosa ne pensa?
«È una misura che interviene nel percorso di crescita degli studenti perché mira a recuperare il valore delle relazioni a scuola, un prezioso patrimonio che li accompagnerà per la vita, e migliora i livelli di apprendimento. Inoltre un minor utilizzo dello smartphone previene l’impatto negativo su memoria, concentrazione e possibili fenomeni di dipendenza e ansia. Sono sicuro che le scuole troveranno le soluzioni più efficaci per regolamentare il divieto, coinvolgendo gli studenti nel percorso di crescita».












