«Questi ragazzi sono fantastici, sarà la prima generazione che cambierà il futuro». Il direttore dell'Ufficio scolastico regionale del Veneto Marco Bussetti, con un passato da ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, crede nei giovani e l'appello di inizio anno scolastico lo rivolge più ai prof che agli studenti. Premettendo che non vuole parlare di cellulari negati in classe alle superiori, la novità introdotta dal ministero, quasi il problema non fosse questo, e del Comune di Padova che ha vietato lo smartphone agli insegnanti degli asili, taglia corto: «Questa è norma, sarebbe come passare con il rosso». Si sofferma invece sul sostegno ai giovani. «È necessario stare attenti ai bisogni dei nostri studenti, devono avere le istituzioni e le famiglie vicine, viviamo in una situazione che crea tante insicurezze, penso a guerre e crisi, in una società in evoluzione anche sulla comunicazione, basta un post per rovinarti la vita».

Quindi cosa devono fare i docenti?

«Quando arriva una tempesta cadono sempre le piante che non hanno radici forti, quindi bisogna rafforzare le radici a questi ragazzi».

In che modo?

«I docenti non devono solo trasmettere competenze, è necessario saper ascoltare, trasmettere agli studenti lo stare bene, lavorare sulla fratellanza, quindi sul saper comprendere e stare vicini agli altri».