"Il divieto di utilizzo dei cellulari a scuola rappresenta, a mio avviso, una scelta che va compresa nella sua profondità. Non è soltanto una misura disciplinare, ma un tentativo di restituire agli adolescenti uno spazio mentale ed emotivo libero dalle continue sollecitazioni tecnologiche", spiega Formoso. "La musica e le neuroscienze ci insegnano che il cervello si struttura in base alle esperienze: se un ragazzo cresce costantemente bombardato da notifiche, interruzioni e stimoli digitali, sviluppa una mente frammentata, più reattiva che riflessiva, più dipendente che autonoma. Il rischio è quello di sostituire il silenzio con il rumore, la concentrazione con la dispersione, la relazione reale con quella virtuale", continua l’esperto.