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Ultimo aggiornamento: 7:50

Immaginate di dover frequentare ogni giorno, tutti i giorni feriali, un convegno lungo dalle otto alle due di pomeriggio. Immaginate che all’entrata vi sequestrino lo smartphone. Come reagireste? Sareste felici, tranquilli? O non provereste disagio, privati dello strumento con cui fate tutto, anche durante un convegno, specie nelle pause?

Ebbene, l’ideona del ministro Valditara, la grande riforma scolastica della destra italiana, produrrà proprio queste conseguenze negli adolescenti: maggior odio verso la scuola, sensazione di essere privati di una cosa fondamentale, maggiore malessere, persino maggior abbandono scolastico.

Ovviamente, non sto sostenendo che l’iperconnessione faccia bene. Ma la domanda è: gli adolescenti sono adulti? Vogliamo considerarli come tali, persone cresciute e responsabili? E se sì, perché gli facciamo una cosa che mai faremmo a noi stessi, perché se lo facessimo andremmo letteralmente fuori di testa, visto che i primi dipendenti digitali – come va dicendo da anni lo psicoterapeuta Matteo Lancini – siamo noi?