Cellulari in classe sì, oppure no, il dibattito tra docenti, alunni e famiglie sembra essere soltanto al suo inizio, così come l'anno scolastico.

Tutto mentre qualcuno già si organizza con una raccolta firme, rigorosamente digitale, per far tornare i telefoni tra i banchi.

Il motivo? "Questa legge risulta non solo inefficace, ma contribuisce ad aumentare l'ansia tra gli studenti", è il parere di chi ha promosso la petizione su Change.org per chiedere l'abrogazione della normativa. Un appello che in due giorni ha raccolto una quarantina di adesioni contro il divieto voluto dal ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.

"In un'era in cui la tecnologia è parte integrante della nostra vita quotidiana, è importante insegnare agli studenti un uso consapevole e responsabile, piuttosto che impedirglielo", si legge ancora nel testo che insiste sulla salute mentale degli alunni privati dei telefoni nelle ore di lezioni. Proprio l'utilizzo corretto dei dispositivi, per chi ha sottoscritto la petizione, dovrebbe essere messo "al centro dell'educazione moderna".

Un aspetto, questo, che trova d'accordo anche un gruppo di docenti a Torino: oltre sette su dieci di un istituto superiore della città. Come scrive una studentessa su X, i professori nella sua scuola contrari al divieto degli smartphone in classe sono circa il 75%.