Apprezzamento unanime per la decisione del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara sull’uso degli smartphone in classe. Secondo i dati analizzati da Demos per l’Osservatorio sul Nordest del Gazzettino, quasi nove intervistati su dieci ritengono giusto vietare che entrino in tutte le aule scolastiche, di qualsiasi ordine e grado siano.

L’esortazione ad agire in tal senso era arrivata qualche anno fa direttamente dall’Unesco, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, a seguito dei risultati della ricerca contenuta nel Rapporto GEM 2023. In Italia, il divieto sull’uso dei cellulari nelle scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado era entrato in vigore un anno fa, ma partire da questo anno scolastico viene esteso anche agli istituti secondari di secondo grado. Le ragioni alla base del provvedimento sono molteplici: migliorare concentrazione e apprendimento, ma anche contrastare la dipendenza digitale e il cyberbullismo. Esistono, ovviamente, delle eccezioni: possono usarlo studenti con disabilità o DSA, chi ha per necessità personali documentate, oppure per specifiche attività didattiche funzionali alle lezioni.

Sulla decisione del ministro, però, come abbiamo visto, confluisce la stragrande maggioranza (89%) dei nordestini, e il sostegno al provvedimento, oltre che nettamente maggioritario, è anche trasversale a ogni settore sociale.