E, dunque, chi vince? La battuta che circola al Lido da mercoledì, quando è passato in concorso coronato dalla più lunga standing ovation della storia della Mostra, è: «The voice di Hind Rajab gioca in un altro campionato». Come dire, il film con cui la regista tunisina Kaouther Ben Hania è per la prima volta in concorso, ha una tale valenza civile da porsi al di sopra di ogni giudizio. In una edizione dominata dall’eco della tragedia in corso a Gaza ha ridato voce a una bambina di cinque anni e mezzo al telefono con i volontari della Mezzaluna rossa palestinese che tentarono inutilmente di salvarla. Ma è proprio la sua forza di opera cinematografica a rendere assai probabile che la giuria — ricordiamolo, a netta maggioranza di registi, dal presidente Alexander Payne, a Maura Delpero, Mohammed Rasoulof, Cristina Mungiu e Stephane Brizé, con due attrici della levatura di Fernanda Torres e Zhao Tao — trovi il modo di assegnare al film un premio di peso. Forse il più importante di tutti, il Leone d’oro di Venezia 82. Già da ieri, peraltro, sono arrivati i primi riconoscimenti per il film, come il Leoncino d’oro.
Venezia 82, la sfida per il Leone d'oro
«The voice of Hind Rajab», il film sulla storia della piccola palestinese dato per favorito. Tra gli italiani, speranza per Sorrentino e Bruni Tedeschi











