MOSTRA DEL CINEMA - Sebbene il Leone d'oro sia andato a Father Mother Sister Brother di Jim Jarmusch, The Voice of Hind Rajab è il vincitore morale di questa 82esima Mostra, come ha dimostrato la standing ovation che ha accolto Kaouther Ben Hania. E ora per il film della regista, candidato ufficiale della Tunisia agli Academy, comincia la corsa all'Oscar. Nata a Sidi Bou Said, in Tunisia, 48 anni fa, laurea alla Sorbona e diploma alla Fémis, la prestigiosa scuola parigina di cinema, Kaouther ha già avuto due nomination: la prima nel 2020 per il L'uomo che vendette la sua pelle, presentato al Lido nella sezione Orizzonti (parla di un immigrato che si tatua sulla schiena il permesso di soggiorno) e la seconda nel 2023 per Four Daughters sulla radicalizzazione di due ragazzine.

A chi dedica il premio?

«Alla Mezzaluna palestinese e a tutti quelli che rischiano ogni cosa per salvare le vite a Gaza: sono i veri eroi e la voce di quella città martoriata».

Il cinema ha il potere di cambiare il mondo?

«Forse no, ma di sicuro può trasformare il nostro sguardo del mondo. Il mio film non riporterà in vita Hind e non può nemmeno oscurare le atrocità che sono state commesse. Può tuttavia conservare la voce e la storia di quella bambina, che è tragicamente anche quella di un intero popolo costretto a subire il genocidio inflitto dal regime israeliano».