Per tutti i critici, italiani e stranieri, i giochi sarebbero già fatti e a vincere a Venezia '82 sarebbe 'The Voice of Hind Rajab', un Leone che ruggirebbe contro il governo Netanyahu e darebbe voce al dolore di Gaza.

Una sorta di ipoteca quella della regista tunisina Kaouther Ben Hania, che ha avuto il coraggio di mettere in campo la voce reale e straziante di questa bambina di Gaza di cinque anni prigioniera per diciotto ore in un'auto piena di parenti morti.

Per lei nessun happy end.

In questa edizione di gran buon livello della Mostra del Cinema, in cui la realtà ha mostrato di essere più forte della fiction, c'è anche lo spettro della guerra atomica evocato in 'A House of Dynamite' da Kathryn Bigelow. Ovvero un razzo supersonico impazzito, e senza nazionalità, diretto verso gli Stati Uniti e solo diciotto minuti, per un presidente nero, per decidere se dare morte all'intero mondo.

A pari merito con la Bigelow, almeno per la stampa italiana, ci sono poi: 'La Grazia' di Paolo Sorrentino, film d'amore e dubbio, 'Duse' di Pietro Marcello e 'Sotto le Nuvole' di Gianfranco Rosi che, va detto, sono ben piazzati anche all'estero.