Così muore una bambina di 6 anni a Gaza oggi. Crivellata di colpi dei carri armati israeliani, lasciata morire dissanguata senza che i soccorsi possano intervenire, innocente e ignara del male come una bimba che va alla scuola materna può essere. The voice of Hind Rajab, in Concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, è la lama che lacera il Lido, che disturba anche la coscienza più distratta rispetto al conflitto più disumano che la cronaca attuale offre da almeno due (o almeno quarant’anni), quello israelopalestinese. Il tragico fatto è accaduto realmente il 29 gennaio del 2024 quando una Kia con sopra zii e cugini di Hind Rajab fugge dal proprio quartiere di Gaza city sotto attacco israeliano, viene intercettata dai tank e bersagliata di centinaia di pallottole. Attorno alle 14.30 una cugina della piccola Hind Rajab chiama la Mezzaluna rossa palestinese chiedendo aiuto e un’ambulanza.

La richiesta di aiuto, le urla, la raffica di colpi. La Mezzaluna rossa di Gaza diffonde l’audio di una chiamata alla loro squadra: “Uccisa una 15enne”

Pochi istanti dopo sarà la piccola seienne rimasta intrappolata e unica superstite, a richiamare i soccorsi che si trovano a Ramallah nella West Bank. The voice of Hind Rajab inizia proprio qui, dentro all’open space dove i centralinisti della Mezzaluna rossa ricevono le chiamate d’intervento. La macchina da presa delle tunisina Kaouther ben Hania si appiccica addosso ai visi dei due centralinisti e della psicologa che si susseguono alla cornetta nelle quattro ore successive per tenere vivo il dialogo telefonico con la bimba, mentre il capo centralinista prova in ogni modo ad ottenere l’autorizzazione a far partire un’ambulanza su un tracciato consentito e privo di pericoli.