La storia di Hind Rajab arriva dritta al cuore della Mostra. Con l’applauso più lungo e commosso fin dalla prima proiezione stampa del mattino. E anche una standing ovation alla conferenza stampa. Era arrivato al Lido sull’onda della commozione del direttore Alberto Barbera il giorno della presentazione del concorso di Venezia 82, lo scorso luglio e sulla centralità che la tragedia di Gaza, tra appelli e manifestazione, ha conquistato in questa edizione della Mostra. Da oggi a parlare è il film: The voice of Hind Rajab con cui la regista tunisina Kaouther Ben Hania (il suo doc Quattro figlie è stato candidato all’Oscar) è per la prima volta in gara al Lido. La voce, vera, è quella della bambina di 6 anni morta intrappolata nella macchina insieme ai corpi senza vita di familiari, zii e cugini, crivellata dai colpi di un carro armato israeliano. Unica sopravvissuta, al telefono con gli operatori della Mezzaluna rossa, chiamati dalla cugina Layan prima di essere colpita, che cercavano di rassicurare la piccola e che per ore provarono a superare terrificanti ostacoli burocratici per mandare un’ambulanza a salvarla. Non arrivò in tempo: anche il mezzo di soccorso fu attaccato, i due operatori uccisi.
Ben Hania: «La voce della piccola Hind uccisa a 6 anni dagli israeliani a Gaza parla per chi non ce l'ha»
Il film della regista tunisina commuove tutti e si candida alla vittoria finale











