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Ultimo aggiornamento: 7:55

di Graziano Lanzidei

C’era questo sito, Phica.eu, rimasto online per anni a raccogliere foto di donne prese senza permesso. I creatori hanno detto che non era loro intenzione, chissà cosa pensavano di fare, con foto rubate dai social, scattate di nascosto, manipolate con deepfake per spogliare virtualmente le donne e scaraventarle lì sopra a loro insaputa. Un archivio sterminato: centinaia di migliaia di iscritti, milioni di messaggi, un gigantesco mercato nero del corpo femminile.

Dentro c’era di tutto: ragazze comuni, influencer, attrici, politiche. Valeria Campagna, giovane dirigente politica, è stata la prima ad avere il coraggio di denunciare. Poi Alessandra Moretti, Alessia Morani e Lia Quartapelle hanno seguito la stessa strada. E tra i nomi finiti nel tritacarne ci sono state persino le due leader nazionali Giorgia Meloni ed Elly Schlein, vittime anch’esse di questo meccanismo. Foto allo stadio, in spiaggia, a eventi pubblici, sbattute lì, zoommate, commentate, sempre degradanti, disgustose, incivili.