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Da giovedì, chi visita il sito web www.phica.eu – noto più che altro con il nome di Phica.net – trova soltanto un messaggio in cui gli amministratori, da sempre anonimi, ne annunciano la chiusura. Fino a poco prima, allo stesso indirizzo si poteva trovare quello che da anni era diventato uno spazio in cui condividere foto di donne conosciute e sconosciute, in situazioni intime o meno, senza il loro consenso, al fine di commentarle insieme ad altri uomini in modo spesso degradante e violento.

In teoria, Phica era nato per essere un sito per adulti dedicato alla pornografia amatoriale. Il sito conteneva una sezione privata, accessibile soltanto agli utenti registrati, in cui delle persone “certificate”, di cui era stata confermata l’identità e la maggiore età, potevano caricare foto e video porno che le ritraevano. Chi produce questi contenuti spesso lo fa perché affascinato o eccitato dall’idea di essere guardato da sconosciuti durante una performance sessuale, e a volte per guadagnarci qualcosa. È una pratica non convenzionale che richiede il consenso di tutte le persone coinvolte, ma non è illegale.

Da anni, però, Phica era diventato anche un’altra cosa: uno spazio in cui migliaia di uomini pubblicavano senza consenso le foto di mogli, fidanzate, partner, ex, sorelle, figlie e donne sconosciute viste in spiaggia o in palestra. In alcuni casi, le foto erano state scattate dagli utenti all’insaputa delle donne. In molti altri, gli utenti condividevano screenshot di contenuti pubblicati dalle donne sui social network. Anche per questo, su Phica si trovavano tantissime foto di celebrità, giornaliste, politiche e influencer, oltre che di donne del tutto comuni, divise in base all’età, alla provenienza geografica e al loro rapporto personale con gli utenti del sito. Talvolta, le foto trovate sui social network venivano anche modificate con software basati sull’intelligenza artificiale in modo che le donne apparissero “denudate”.