Oscurato e poi chiuso un altro sito su cui venivano condivise foto di donne senza consenso. Intime e non solo. Anche molte politiche italiane hanno trovato la loro immagine su Phica.eu, un portale attivo dal 2005, offerte ai commenti sessisti e violenti delle migliaia di utenti del forum. Circa 200mila, secondo gli ultimi calcoli. È l'ennesima piazza digitale dove si consuma violenza ai danni delle donne, ignare e inconsapevoli che le immagini rubate dai social, da momenti di vita privata o condivise con i partner perché rimanessero tali, finissero invece in pasto al branco, che compiva stupri virtuali.A pochi giorni dalla chiusura del gruppo Facebook “Mia moglie”, a cui erano iscritti oltre 32mila utenti, segnalazioni e denunce hanno portato all'oscuramento, e successiva alla chiusura, del sito Phica.eu. Tuttavia la chiusura da parte degli amministratori non ha eliminato i contenuti da internet, come ha evidenziato dal responsabile privacy Christian Bernieri in un articolo sul suo blog, che restano purtroppo ancora accessibili e indicizzati da Google.La denuncia di CampagnaA denunciare il forum è stata Valeria Campagna, 27enne, consigliera comunale del Partito democratico e vicesegretaria del Pd Lazio. È stata lei a scoprire le sue foto sul sito e quelle di altre colleghe ma anche di migliaia di donne all'oscuro dell'uso delle loro immagini. Campagna ha pubblicato un post per segnalare il gruppo e le pratiche violente dei suoi iscritti, raccontando di una intera sezione dedicata a sue immagini, costantemente aggiornata."Tutto è partito da un post del 2024 - si legge nel post di Campagna -: Vicesegretaria del Pd Lazio, trovo sia veramente fisicata questa ragazza. Davvero tanta roba. Che ne pensate?. Da lì, per mesi, una discussione aggiornata ogni volta che spuntava una mia nuova foto “interessante”. Non è un caso isolato. Ho trovato un’intera sezione dedicata a me, nella parte sulle donne in politica. Alcuni commenti parlano del mio corpo dal vivo. Significa che sono persone che mi conoscono, che si sentono autorizzati a parlare di me come fossi roba loro"."Non solo immagini in costume, ma momenti della mia vita pubblica e privata - ha scritto la politica -. Sotto, commenti sessisti, volgari, violenti. Alcuni addirittura parlano di me dal vivo. Oggi sono schifata, arrabbiata, delusa. Ma non posso tacere. Perché questa storia non riguarda solo me. Riguarda tutte noi. Riguarda il nostro diritto di essere libere, rispettate, di vivere senza paura". E ha aggiunto: "Io la chiamo col suo nome: cultura dello stupro. Becera, vomitevole, inaccettabile. Una cultura che legittima e giustifica la violenza, che ridicolizza chi denuncia, che colpevolizza le vittime invece di chi agisce. Figlia di una cultura patriarcale che normalizza l’idea che il corpo delle donne sia da possedere".Le altre politicheUn'intera sezione del sito era destinata alle donne della politica. Sul sito erano caricate immagini della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, della segretaria del Pd Elly Schlein e di altre politiche del suo partito, tra cui Alessandra Moretti, Alessia Morani, Lia Quartapelle e Marianna Madia. E ancora Maria Elena Boschi di Italia Viva, Mara Carfagna, Mariastella Gelmini, Licia Ronzulli, Anna Maria Bernini di Forza Italia, la ministra del Turismo Daniela Santanché, l'eurodeputata leghista Susanna Ceccardi, l'ex sindaca di Torino Chiara Appendino e Alessandra Mussolini.Le immagini includevano scatti al mare, foto pubbliche ingrandite in modo invasivo, momenti privati sottratti dai social e, in alcuni casi, deepfake a sfondo sessuale. Questo materiale era organizzato in filoni dedicati a ciascuna personalità e si trasformava in una vera e propria gogna digitale. Alessandra Moretti ha parlato di “violenza sessuale digitale” e chiesto la chiusura immediata del sito. Alessia Morani ha definito “osceni e inaccettabili” i commenti letti sotto le immagini e ha annunciato la presentazione di una denuncia formale. La senatrice Raffaella Paita di Italia Viva ha chiesto un dibattito parlamentare.Molte delle coinvolte hanno denunciato il fatto pubblicamente sui social e formalmente alle autorità. A seguito delle segnalazioni, la Polizia Postale ha aperto un’indagine a carico degli amministratori del sito e il forum è stato oscurato. Migliaia di donne ignare sono vittime delle violenze perpetrate sul sito.Dopo l'oscuramento, gli amministratori del sito hanno pubblicato un messaggio sulla landing page prendendo le distanze dai contenuti pubblicati, ma su X il giornalista Simone Fontana ha diffuso i messaggi ricevuti dalle vittime che segnalavano i loro contenuti in cui si chiedeva loro di mandare un documento di identità per ottenere la cancellazione, senza passare dalla denuncia. Sui social circolano anche screenshot di richieste di denaro da parte degli amministratori del sito per cancellare gli account degli iscritti, che ora temono denunce.Cosa fare in questi casi?Se sei vittima di violenza o hai bisogno di consigli e supporto, puoi chiamare il numero unico anti-violenza 1522: è gratis, opera 24 ore su 24, 7 giorni su 7. In alternativa, il sito ti consente di avviare una chat dedicata.Puoi rivolgerti a uno dei centri anti-violenza dell'Associazione Di.Re. (Donne in rete contro la violenza), qui c'è l'elenco regione per regione.Nel caso di condivisione non consensuale di immagini o video, il team di PermessoNegato può fornire supporto e risponde direttamente dal sito.
Un altro forum online con migliaia di foto di donne inconsapevoli, tra cui molte politiche, è stato chiuso
Il sito Phica.eu era attivo da vent'anni. Oscurato dopo che sono state scoperte le immagini rubate ai social di politiche come Giorgia Meloni, Alessandra Moretti, Alessia Morani e Mara Carfagna. A denunciare la consigliera Pd Valeria Campagna










