«Caro Direttore, ogni donna che abbia seguito quanto accaduto in queste settimane, dalla piattaforma Mia Moglie a quella Phica.eu, non può che essersi messa in discussione, ed essersi chiesta “perché ancora succede tutto questo”?

In rete dilagano siti e piattaforme che promuovono la violenza e la sottomissione della donna. Addirittura mariti e fidanzati hanno postato le foto delle compagne, dandole in pasto ai commenti più feroci e brutali. Così il sito Phica.eu, dove erano organizzate delle sezioni specifiche per tipologia di donne le cui foto venivano pubblicate e commentate arrivando ad incitare il branco allo stupro virtuale di gruppo. Le donne usate come merce di scambio per compiacere un vasto numero di uomini che mi rifiuto di definire dei “poveri repressi” come ho letto in questi giorni.

La cattiva abitudine del patriarcato, che ci piaccia o no, si perde nella storia dei secoli. Non è nata ieri e tutti noi ne siamo intrisi, donne comprese. Non dimentichiamoci mai di un dato: il 42% circa delle italiane non possiede un proprio conto corrente e quindi non è indipendente. Sebbene il patriarcato giuridico sia stato in gran parte smantellato, la sua influenza culturale persiste nell’applicazione delle leggi, nelle istituzioni, nell’educazione e nella mentalità collettiva.