Né una pizza né un panino o una focaccia, a Bergamo è nata la Spacca: una ricetta che sta alla base dell'omonima insegna, con sei punti vendita all'attivo. A inventarla ci hanno pensato due fratelli Alex e Manuel Lucon, ex-pizzaioli con una rete di pizzerie già all’attivo che, nel 2020, dopo un anno e mezzo di ricerca e sviluppo, danno forma a un prodotto che rinnova la tradizionale arte bianca tricolore conservandone il gusto, con l’ambizione di rendere ancor più funzionale la preparazione e la consumazione. L’idea, infatti, nasce da un problema pratico:
Una ricetta nuova
«Nel 2019 – racconta Alex Lucon – provammo ad avviare il franchising delle nostre pizzerie. Questo richiedeva un percorso di formazione per gli operatori e gli imprenditori. Purtroppo, ci siamo subito resi conto che questo era un processo molto dispendioso, sia in termini di tempo che di manualità. Da qui la necessità di trovare un’alternativa, ossia una ricetta facile da preparare e servire: la spacca, appunto, realizzata con una base di 9 farine provenienti da grani italiani e una lievitazione fra le 24 e 48 ore». Trovata questa chiave, l’attenzione si è spostata sul metodo di cottura: «Grazie alla collaborazione con un’azienda locale, abbiamo modificato dei forni a tunnel elettrici, simili a quelli con cui si scaldano i toast nelle colazioni a buffet degli hotel, secondo le nostre esigenze. Questo ci ha permesso di standardizzare ulteriormente il processo di cottura e replicare la stessa qualità e fragranza. Da fuori sembra una piadina, ma è croccante come una focaccia, e utilizza un impasto simile alla pizza», rivela Alex. Mancava solo il nome: «E questo è nato quasi per caso: vista la conformazione del prodotto, una base rotonda “piegata” a metà che sembra quasi spaccata in due. Spacca poi è un nome breve, facile da ricordare e da pronunciare, ideale anche per un pubblico estero e per i più giovani», aggiunge il co-founder.








