La sua pizza «doppio crunch» deve il nome ad Alessandro Borghese, che quando l’ha assaggiata ha esclamato: «Senti come suona questo doppio crunch». Una pizza croccante, «L’antinapoletana per eccellenza», scherza Renato Bosco, veronese, classe 1967, soprannominato il «pizzaricercatore»: «Sono curioso per natura, ho studiato tanto, soprattutto il mondo dei lievitati, ho frequentato diversi corsi di panificazione e pasticceria». Un percorso iniziato giovanissimo, appena 15enne, che lo ha portato a diventare uno dei più riconosciuti maestri pizzaioli in Italia. La guida pizzerie d'Italia del Gambero Rosso gli ha assegnato Tre spicchi e l'ha piazzato al secondo posto tra i migliori pizzaioli d'Italia, dopo Franco Pepe. Bosco, che è di casa a San Martino Buon Albergo (Verona), ha appena inaugurato Saporè, nuova luce all’ombra del Bosco Verticale, in via Gaetano de Castillia 23 naturalmente a Milano, zona Isola.
Renato Bosco, a Milano sbarca il «pizzaricercatore»: «Io lavoro da quando avevo 15 anni. Oggi per trovare dipendenti bisogna offrire più giorni liberi»
Veronese, classe 1967, la sua pizza «antinapoletana» ha ottenuto 3 spicchi dal Gambero Rosso. Il nuovo locale, «Saporè», ha appena aperto all'ombra del Bosco verticale. «La Margherita costa 15 euro, ma stiamo studiando un menu pranzo a prezzi più contenuti»






