Endrit Rustemi dice che non deve nulla a nessuno. Che tutto quello che ha è solo frutto della sua caparbietà, del suo lavoro. Aggiungiamo anche della voglia di emergere, di riscattarsi da una vita che, soprattutto quando era piccolo, non è stata facile.
In centro a Brescia, vicino a piazza Vittoria, seduto al tavolo della sua pizzeria, Carmelina, guarda fuori e già all’angolo di fronte di lui, vede il suo futuro. Aprirà a settembre, in tempo ancora per le serate fuori un nuovo locale che andrà ad affiancare la pizzeria. La nuova apertura non sarà un piano B. Ma un progetto che vivrà di vita propria, dal mattino alla sera, dalla colazione all'aperitivo (sarà aperto fino alle 22). E sarà solo l'inizio. "Mi sono posto l'obiettivo di aprire due locali all'anno", dice.
A sentirlo parlare, Rustemi, non possono esserci dubbi su come abbia costruito il suo successo. Ha una passione che ormai è difficile trovare in tanti. Forse c’è l’hanno ancora quelle persone che contano solo su stesse. Lui fa parte di queste. Da quando da bambino, nel 2000, a nove anni, è arrivato dall'Albania a Milano, e si è fermato alla stazione Garibaldi. Ci ha anche vissuto con la mamma e due sorelle. Per tre mesi. Poi ha vissuto in una comunità a Brescia. Da Brescia, oggi, non ha intenzione di andarsene. "Ho lavorato un po' a Milano, ma non fa per me. Troppo caotica - racconta -. Questo è il posto in cui voglio stare. In cui ho formato la mia famiglia. Ho girato l'Italia con Rosso Pomodoro e con Pizzium. Ho iniziato come cameriere". Poi un amore a prima vista per la pizza. Ho dimezzato il mio stipendio e a 17 anni ho iniziato a fare esperienza in giro. Ho lavorato con tanti master pizzaioli. Ma il mio desiderio era restare qui, a Brescia. Questo però è solo l'inizio, ora andiamo avanti".






