Paninaro, paninoteca, paninazzo, panineria: negli anni Ottanta/Novanta i milanesi hanno coltivato un lessico famigliare attorno a una consuetudine gastronomica diventata più diffusa, distintiva e meneghina del risotto giallo o della cotoletta. Nascevano insegne specializzate in ogni angolo di città. E chi già stava sul mercato da qualche lustro – come Gattullo, Quadronno e De Santis, pietre miliari tutt’oggi a pieno regime – viveva momenti di gloria e beatificazione.
Milano, quei paninari intramontabili: la versione 2.0 del simbolo degli anni 80 e il sandwich a 30 euro: «Ma è il più buono al mondo»
Non è che i panini siano usciti di scena, hanno solo abbandonato le prime file del proscenio. Almeno sino all’altro ieri, quando è cominciata una lenta e inarrestabile riscossa. La differenza è che ora importiamo formule da altre città, se non da altre nazioni







