Caro guardone digitale, tranquillizzati. Non ce l’abbiamo con te che hai rovistato nel gruppo facebook «Mia moglie» per guardare le foto intime di donne che i mariti pubblicavano senza chiedere il permesso. O meglio: ce l’abbiamo anche con te ma non sei il primo nella lista del nostro risentimento. Per noi donne indignate da quello schifo di pagina facebook, per noi definite con disprezzo «femministe» dai maschi alfa del web, il primo della lista è quel marito smanettone che scattava foto di nascosto e le piazzava in bella vista nella vetrina infinta di Internet. Un uomo tanto bravo, eh..., tanto affettuoso; uno che dava il buongiorno alla partner con un «ti amo»; uno che insegnava sani principi (vai a capire quali) ai figli... insomma: proprio lui, il maschio che non deve chiedere mai, come diceva la famosa pubblicità. E infatti non ha chiesto mai il consenso. Ecco. Ce l’abbiamo con lui, in primis. Ce l’abbiamo con l’idea che fare una cosa del genere sia solo «un gioco per ridere un po’», come hanno provato a giustificarsi alcuni degli smascherati. E come no... Protetto dall’anonimato dai in pasto a decine di migliaia di persone foto intime sotto le quali il commento più gentile è «bella puledra», partecipi alle conversazioni becere dei guardoni che si compiacciono e si complimentano della «merce» che hai esposto sul bancone di facebook...che sarà mai! Magari ti aspetti pure un premio dagli altri partecipanti al «gioco» e un grazie da tua moglie per aver mostrato la sua bellezza. Stavolta ti è andata male, però: la polizia postale verrà a cercarti per la gravità delle tue azioni, la violenza dei tuoi gesti e i reati che hai commesso.
I maschi guardoni nell’era di facebook
Ciò che più indigna e merita disprezzo è marito smanettone che scattava foto di nascosto e le piazzava in bella vista nella vetrina infinta di Internet. Poi coloro che mettevano online commenti ributtanti e infine i partecipanti al gruppo che hanno messo dei like













