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20 AGOSTO 2025

Ultimo aggiornamento: 16:57

Ed ecco a voi, ancora una volta – e non sarà l’ultima – la cultura dello stupro. La scrittrice Carolina Capria sulla pagina Instagram “Lo ha scritto una femmina” ha puntato i riflettori sulla sessualità violenta di migliaia di iscritti al gruppo Facebook “Mia moglie”, dediti a coltivare fantasie di stupro più o meno esplicite. La pagina è stata denunciata anche dall’associazione “No justice, no peace”.

Sulla pagina “Mia moglie” c’erano ben trentaduemila iscritti che diffondevano foto e si scambiavano commenti degradanti su compagne, sorelle, madri o presentate come tali, fotografate mentre sono impegnate in attività quotidiane o ritratte in pose sessualmente esplicite (è un reato diffonderle). Non è da escludere che siano foto saccheggiate da profili di donne del tutto inconsapevoli di essere diventate una sorta di trofeo sul quale viene ritualizzato uno stupro di gruppo. A questa pagina Fb sarebbe collegata una chat privata su Telegram con commenti probabilmente più volgari e violenti.