Restituire la voce a chi non riesce più a parlare: è questo l’obiettivo che da anni guida la ricerca sulle interfacce cervello-computer (BCI). E le sperimentazioni avanzate in questo campo stanno ottenendo risultati sempre più sorprendenti. Ad aprile scorso, una donna americana, paralizzata, è riuscita a comunicare grazie ad un’interfaccia cervello-computer (Bci) che riproduce la sua voce, riducendo a soli 80 millisecondi il ritardo tra la frase immaginata e la parola. In pratica, quasi all’istante.
Interfacce cervello-computer: un impianto neuronale «legge la mente» (ma soltanto con la password giusta)
Un team della Stanford University (Usa) ha sviluppato e provato su 4 pazienti che hanno perso l’uso della parola (a causa di ictus o malattia del motoneurone) una Bci capace di decodificare il linguaggio interiore con un’accuratezza del 74%. Il sistema si attiva solo con una parola-chiave prestabilita, introducendo per la prima volta un meccanismo di protezione della privacy nel campo delle neurotecnologie. Lo studio pubblicato su Cell










