Le malattie neurodegenerative rappresentano spesso un ostacolo alle più comuni e banali azioni della vita quotidiana, come sollevare un oggetto, parlare, camminare. Aggirare questi limiti è complesso ma non impossibile, grazie soprattutto al recente sviluppo di interfacce mente-computer (BCI) come Neuralink, arrivato al suo terzo paziente (o addirittura interfacce muscoli-computer, come nel caso del bracciale sEMG realizzato da Meta), che fanno uso del potenziale d’azione neuronale come «veicolo» per trasmettere l’input al dispositivo di turno.