Chattare o scrivere email usando solo il pensiero potrebbe diventare realtà.
A rendere possibile questo scenario è una nuova interfaccia cervello-computer che decodifica l’attività dei neuroni nella corteccia cerebrale e la traduce in lettere digitate su una tastiera Qwerty come quelle di computer, tablet e smartphone. La tecnologia, sperimentata su due pazienti tetraplegici, consente comunicazioni più veloci, precise e rispettose della privacy in confronto a quelle fatte con i tradizionali sistemi di tracciamento oculare o riconoscimento vocale. I risultati dello studio sono pubblicati sulla rivista Nature Neuroscience dai ricercatori del Mass General Brigham Neuroscience Institute e della Brown University negli Stati Uniti.
La nuova neuroprotesi, denominata BrainGate iBCI, è dotata di sensori a microelettrodi che vengono posizionati nella corteccia motoria e in particolare nel giro prefrontale, ovvero la parte del cervello che controlla i movimenti volontari. Successivamente, davanti alla persona viene visualizzata una tastiera Qwerty dove ogni lettera è associata a un dito specifico e a una posizione di quel dito (per esempio dito su, dito giù oppure dito piegato). Quando la persona immagina di muovere le dita in quel modo per digitare una lettera, gli elettrodi registrano l’attività elettrica del cervello legata a quel movimento. Il segnale viene poi inviato a un computer che interpreta questi schemi di attività cerebrale e li traduce nella lettera corrispondente. L'output viene infine elaborato da un modello linguistico predittivo per garantire un risultato comunicativo coerente e accurato.






