Le interfacce cervello-computer sono ormai una realtà. Emblematico è il caso di Ann un’insegnante di matematica, rimasta gravemente paralizzata al tronco encefalico dopo un ictus. Nel 2023, ha potuto comunicare con l’ausilio di un avatar digitale che riproduce la sua voce e perfino le espressioni del volto: merito di una nuova interfaccia cervello-computer (o Bci dall’acronimo inglese Brain computer interface, sistemi che consentono di creare un ponte fra macchine e cervello umano) che riesce a tradurre i segnali dell’attività cerebrale in parole ed espressioni per consentire una comunicazione più rapida e naturale. E nell'aprile scorso i ricercatori dell’UC San Francisco e dell’UC Berkeley, che hanno messo a punto la Bci di Ann, hanno fatto un ulteriore passo avanti, sintetizzando un discorso dal suono naturale dall'attività cerebrale in tempo quasi reale. I nuovi risultati sono stati pubblicati su Nature Neuroscience .