Roma, 31 lug. (askanews) – I colossali impegni di acquisti di energia dagli Stati uniti su cui la Commissione europea, trattando per conto loro, ha vincolato i paesi dell’Unione – i 750 miliardi strombazzati dal presidente Usa Donald Trump, nella conferenza stampa domenica scorsa con dopo l’accordo con la presidente della Commissione, Ursula Van der Leyen – sono in dollari.

Lo ha chiarito una portavoce della Commissione, Anna-Kaisa Itkonen, durante l’incontro di metà giornata con i giornalisti, dato che, evidentemente, a quattro giorni dall’annuncio la valuta di riferimento non era ancora del tutto evidente. E i tassi di cambio possono pesare non poco, specialmente quando si parla di cifre di questa portata.

Quello che resta più ambiguo è come l’Ue possa concretamente onorare questi impegni – a cui si aggiunge un’altro vincolo, per 600 miliardi (si presume sempre dollari) di investimenti negli Usa.

Per gli acquisti di energia “ovviamente in nessun caso saremo in condizioni di ordinare alle imprese cosa comprare e cosa no. Quello che abbiamo fatto, già nel corso degli anni, e quello che continueremo a fare è guardare alle strozzature nelle infrastrutture. E ci sta una cosa che possiamo fare per aiutare: guardare agli aggregati e fare da accentratori di domanda”, ha detto ancora la portavoce.