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3 AGOSTO 2025
Ultimo aggiornamento: 17:45
A una settimana dall’intesa politica annunciata in pompa magna da Donald Trump e Ursula von der Leyen, ancora non si è visto un testo condiviso che metta nero su bianco i contenuti del deal visto come fumo negli occhi da molte capitali. Il documento congiunto Usa-Ue è tuttora in discussione e a Bruxelles cresce il timore che si navighi a vista almeno fino a settembre. Intanto, Washington incassa: secondo il New York Times, da aprile a oggi le tariffe introdotte dalla Casa Bianca hanno fruttato al Tesoro federale 152 miliardi di dollari, quasi il doppio rispetto ai 78 miliardi dello stesso periodo dell’anno fiscale precedente. Solo a luglio, i dazi hanno generato quasi 30 miliardi di dollari. E questo prima che scattino le nuove tariffe previste dall’ordine esecutivo firmato il 1° agosto, che entreranno in vigore giovedì 7.
Secondo le stime degli analisti, le misure varate da Trump – tariffe a livelli mai visti da quasi un secolo – potrebbero portare oltre 2.000 miliardi di dollari nelle casse pubbliche nel prossimo decennio. Ma il rovescio della medaglia è pesante: stando al Budget Lab dell’Università di Yale, ogni famiglia americana subirà una perdita di potere d’acquisto pari a 2.400 dollari all’anno. L’imposta media implicita sui beni importati salirà al 18,3%, il livello più alto dal 1934, con un aumento dei prezzi al consumo stimato nell’1,8% nel breve periodo.















