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24 LUGLIO 2025
Ultimo aggiornamento: 10:58
Per stappare lo spumante, ammesso e non concesso che ci sia da festeggiare, è ancora presto. Le indiscrezioni su un accordo embrionale tra Stati Uniti ed Unione europea in materia di dazi hanno entusiasmato le borse, tuttavia pare tutto un po’ prematuro e fuorviante. Sappiamo che si ragione su una tariffa del 15% su tutto, sul modello dell’accordo siglato tra Usa e Giappone. Un’imposta più alta, al 50% rimane per alluminio ed acciaio, ma solo oltre una certa quantità di metalli esportati. Il vincitore sarebbe il settore auto, che vedrebbe ridursi il fardello dell’imposta commerciale rispetto ai valori attuali.
Ma ci sono tanti ma. Questo schema è stato proposto dall’Ue e non è detto che il presidente statunitense la accetti. Anche se ciò avvenisse, per Bruxelles si tratterebbe comunque un passo indietro rispetto all’ipotesi con cui i negoziati erano partiti: una tariffa generale del 10% e una del 15% sulle auto. Questa nuova struttura di accordo potrebbe inoltre risultare indigesta a diversi paesi europei, compromettendone la ratifica. Il “no” può insomma arrivare sia da Washington, sia dalle capitali europee. Il quotidiano tedesco Handelsblatt, cita fonti europee secondo cui i dazi generalizzati al 30% dal prossimo agosto, come minacciato da Trump, rimangano, al momento, l’esito più probabile delle trattative.















