L’essenza della cucina del Perù declinata da due punti di vista e interpretazioni diverse, ma complementari. L’una con la firma inconfondibile di Pìa Leòn, migliore chef 2021 secondo The World’s 50 Best, regina del ristorante peruviano Kjolle oltre che del Central, che fa della ricerca sulla biodiversità la suma del suo stile; l’altra porta invece l’impronta nikkei di Alexander Robles, resident chef, nato a Cusco, di Azotea, il cocktail-restaurant torinese di Torino guidato da Noemi Dell’Agnello e Matteo Fornaro. Una cena a quattro mani per stupire il pubblico internazionale di esperti e appassionati, in questi giorni a Torino per The World’s 50 Best Restaurants. In abbinamento ai piatti, il cocktail pairing, studiato dal bar manager di Azotea, Matteo Fornaro.

Pìa Leòn

Il menu a 4 mani

Si parte con finger food eleganti e gustosi, preparati dallo chef che ospita: nel piatto carbòn, picarones e kimchi di Robles abbinati al Tepache – ottenuto da fermentazione di ananas - di Fornaro. I sapori si intrecciano perfettamente e danno al palato il benvenuto in un’altra cultura, tutta da scoprire. Dove a prevalere è la varietà e l’intensità del gusto di ingredienti unici. Ma è con la prima portata che si entra nel profondo della cultura peruviana. Pìa Leòn sfodera Roots e Kjolle, dove il nome del ristorante della chef sta ad indicare anche un fiore selvatico che cresce sulle Ande, spesso associato a colori vivaci come l'arancione e il dorato.