«Nessuno sa quello che farò». Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump non nasconde un certo compiacimento nel tenere il mondo con il fiato sospeso. Aiuterà Israele a distruggere gli impianti nucleari iraniani scaricando per esempio la bomba ad alta penetrazione GBU-57 da 13,6 tonnellate sul sito di Fordo costruito nella montagna di Qom? Oppure forzerà la mano ai contendenti, obbligando Israele a cessare le ostilità, imponendo al tempo stesso la denuclearizzazione a una Repubblica islamica in inferiorità militare? In attesa che prenda una decisione, fanno fede le sue recenti parole su quello che non vuole che accada: «Non voglio un conflitto di lunga durata e non voglio che l’Iran abbia la bomba atomica. Se ce l’avessero la userebbero contro di noi e contro altri paesi e ci sarebbe il terrore nel mondo», ha dichiarato Trump mercoledì dal giardino della Casa Bianca. Alla domanda su cosa avesse detto al primo ministro Benjamin Netanyahu durante la loro ultima telefonata, il presidente ha riferito: «(Gli ho detto) continua così. Netanyahu è un brav’uomo che è stato trattato molto ingiustamente dal suo paese».
Trump ha anche criticato l’Iran per non aver firmato un accordo per il nucleare civile nei 60 giorni che lui stesso aveva concesso.











