Oriana è tornata, ma purtroppo solo attraverso la serie di libretti che ha preso avvio, unita al Corriere della Sera.
Se lei ci fosse ancora sarebbe, come al solito, in prima linea.
E senza esitazione andrebbe ad affrontare Donald Trump o Vladimir Putin e tutti coloro che alla fine negano e disprezzano la democrazia.
Oriana non aveva paura di nessuno e quando voleva intervistare Deng Xiao Ping, avendo saputo che nel 1978 lo avevo intervistato io, quasi non mi dette pace per settimane fino a quando non riuscii a fissarle l’appuntamento per l’intervista.
Come ho già scritto in passato, all’interno della Città proibita, a Pechino, davanti a colui che ha salvato la Cina dopo Mao, non volendo mai essere formalmente il n. 1 ma mantenere la vecchia qualifica di vicepresidente, Oriana esordì così: «Non vi vergognate!











